griere grande-min

Padre Benoît Grière: “la fraternità è il cuore della nostra vita religiosa”

Rieletto Superiore Generale degli assunzionisti, per sei anni, il Padre Benoît Grière, Superiore Generale degli Agostiniani dell’Assunzione, espone le priorità date per la Congregazione nel suo Capitolo in Valpre (Rhône). Per lui, i religiosi dovrebbero essere un esempio di vita fraterna e di solidarietà con i più deboli della società.

La Croix: Nel suo discorso di chiusura del Capitolo degli Agostiniani dell’Assunzione, il 17 maggio in Valpre, lei afferma la convinzione che “l’Assunzione non ha finita la sua corsa”. Dove viene definito il futuro di una Congregazione apostolica come la sua?

Padre Benoît Grière: La nostra Congregazione è nata per rispondere alla necessità d’annunziare il Vangelo agli uomini del suo tempo e sono convinto che ha ancora un ruolo da svolgere in questo senso. Ma le cose sono cambiate: Nata nel XIX secolo, la Congregazione e rimasta a lungo francese. Oggi, è una Congregazione presente in 30 paesi (vedere i riferimenti riportati di seguito). Per noi si tratta di proporre una visione rinnovata dell’apostolato, centrato sulla comunità: multiculturale, multilingue e fraterna. Nel nostro mondo, c’è un’attesa della fraternità che abolisce le frontiere. Giustamente Il cuore della testimonianza nell’assunzione, è la fraternità evangelica.

Il rischio, per una congregazione religiosa potrebbe essere il fato di essere condannata all’insignificanza, prendendo una delle vostre temi?

P. B. G.: Per non essere condannati all’insignificanza, dobbiamo evitare il ripiegarsi nella identità. Non ritengo che siamo i difensori ultimi e genuini della fede. Questo ci farebbe dimenticare che il mondo contemporaneo è alla ricerca di significato e in attesa di persone che possano dimostrare, attraverso il loro impegno concreto nella società, che l’assurdo non è il destino dell’uomo. Il problema nelle nostre società è l’eclissi di Dio. L’eclissi non è come il tramonto, questo è un periodo di tempo limitato. Il nostro sguardo è invaso da idoli, che nascondono la presenza di Dio. Io credo Fondamentalmente nei testimoni che vivono in solidarietà con i più piccoli.

Era per l’assunzione una forma di emergenza trovare le sue fondamenta, specificamente la vita di comunità?

P. B. G.: Lo spirito di comunità è un valore essenziale per l’assunzione, contrassegnato da uno spirito di famiglia e una grande semplicità nei rapporti. Noi non avevamo perso questo, ma la vita in comune è molto impegnativa perché è in contraddizione con l’autonomia della persona, che deve essere temperata dalla appartenenza ad una comunità.

I religiosi non sono esseri eccezionali, sono dei zoppi, seguendo le parole di Sant’Agostino. Sant’Agostino ha detto: “Meglio un zoppo sulla via che un corridore fuori strada.”

Oggi, molte persone corrono ma per andare dove? Noi non siamo meglio, ma ci sosteniamo gli uni agli altri. Quando uno cade, l’altro lo rialza.

Questa priorità è stata ricordata durante il Capitolo?

P. B. G.: Sì, e la ricerca dell’unità in un mondo diviso. Inoltre abbiamo confermato le sette opere mobilizzartici dell’assunzione , definite nel nostro Capitolo precedente: il centro Saint-Pierre-Saint-André, a Bucarest, Università di Worcester nel New England, l’Università Emmanuel d’Alzon di Butembo in Congo, una rete di scuole di campagna in Madagascar, la stampa del gruppo Bayard (proprietario di La Croix, NDLR), L’albergo della gioventù Adveniat a Parigi e l’associazione accompagner a Bruxelles che aiuta le persone in difficoltà nelle loro procedure amministrative.

Abbiamo anche affermato l’importanza della nostra presenza nel mondo della gioventù e l’educazione anche universitaria, ma questo non è esclusivo: 70% degli assunzionisti sono presenti nelle parrocchie. Il capitolo ha anche sottolineato il carattere essenziale dell’Alleanza laici-religiosi, voluta fin dall’inizio da Emmanuel d’Alzon, consapevole che la nostra Congregazione, modesta, non poteva nulla da sola.

Gli assunzionisti rispondono alla chiamata del Papa per andare verso la periferia?

P. B. G.: In primo luogo, la Santa Sede ci ha chiesto di mantenere la nostra presenza in una periferia, in questo caso in Bulgaria dove la Chiesa è povera e debole. Andare verso le periferie significa andare ai punti di contatto e di fragilità, come l’ecumenismo e il dialogo interreligioso, in Russia, Romania, ma anche in Grecia e in Turchia, dove facciamo un importante lavoro con i migranti. In Africa significa accettare posti di prima evangelizzazione in mezzo ai Massai o in Tanzania.

900 religiosi, 60 novizi

Espansione in Africa e in Asia, carenza in Occidente, a volte fino al rischio di estinzione… Il Padre Benoit Griere non nasconde i due aspetti della realtà delle vocazioni nella Congregazione degli Agostiniani dell’Assunzione che attualmente ha 900 religiosi e più o meno 60 novizi ogni anno: “dobbiamo affrontare la situazione chiaramente. Paesi di generose vocazioni come l’Olanda o l’Inghilterra non ne hanno de più di trent’anni, ed è un dolore. Non possiamo chiudere gli occhi dicendo che altre vocazioni vengono a titolo di risarcimento. Ma nostra volontà per comporre una fraternità universale ci impone di avere una diversità di reclutamento. »

Raccolte da Bruno bouvet

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *