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Anniversario della morte del Padre Emmanuel d’Alzon

«Padre d’Alzon era un vero discepolo di sant’Agostino, dal quale egli attinge una visione molto netta delle intime relazioni del Cristo con la Chiesa e l’importanza fondamentale dell’umiltà per la vita spirituale». (Cardinale Paul Poupard)

«Attraverso l’umiltà — ha detto il porporato — la fede è il principio dell’ubbidienza religiosa. E la speranza, il suo complemento necessario, produce un’inevitabile fiducia in Dio e nei mezzi sovrannaturali, il primo dei quali è la preghiera in tutte le sue diverse forme, in particolare l’orazione». Ma, tra le virtù, spicca senza dubbio la carità. A questo proposito, il fondatore scrisse una frase — ricordata dal cardinale Poupard — che è molto significativa e rivela l’importanza da lui attribuita al primato della carità: «l’amore è una fiamma che si spegne quando non la si alimenta». D’altronde, se di padre d’Alzon vengono sottolineati il suo spirito di semplicità, il suo senso di appartenenza alla Chiesa universale e la sua capacità di tendere all’unione con Dio, la carità rimane la sua principale caratteristica e svolge un ruolo essenziale nella sua vita.

Uno dei frutti di questa carità è lo zelo per la salvezza delle anime che, come scriveva, «costituisce in modo più particolare lo spirito dell’Assunzione». Espressione evidente di questa centralità della carità tesa alla salvezza dei fratelli è la scelta del motto della congregazione religiosa: Adveniat regnum tuum. «Questo programma apostolico — ha affermato il cardinale — si fonda su una ferma spiritualità, di cui è il compimento, una vita soprannaturale intensa alimentata da tre amori, l’amore di nostro Signore, della santa Vergine e della Chiesa, che fanno una cosa sola, ma il cui centro che è nostro Signore si esplicita in un secondo motto donato ai suoi religiosi: Propter amorem Domini nostri Jesu Christi ».

Padre d’Alzon contemplò Cristo «sotto quattro diversi aspetti che nutrono la sua vita spirituale: in seno alla Trinità, nelle anime in cui abita come nel suo tempio, nella sua umanità santa, infine nell’Eucaristia». Discepolo di sant’Agostino, attinse anche ad altri grandi maestri spirituali quali san Tommaso d’Aquino, san Giovanni della Croce, santa Teresa d’Ávila e san Francesco di Sales, in particolare alla sua Introduzione alla vita devota . Uomo di preghiera, padre d’Alzon, raccomandava ai suoi figli spirituali la liturgia e le pratiche di pietà.

«Uno dei tratti più notevoli di padre d’Alzon — ha aggiunto il porporato — che ha caratterizzato in modo durevole i padri assunzionisti, è l’esteriorizzazione della pietà, per reagire contro la tendenza, già da allora, dei cristiani intiepiditi, a nascondere la propria fede». Merito del fondatore è senza dubbio quello di aver portato i cattolici «in numero sempre più grande a manifestare pubblicamente la loro fede con opere che erano coraggiose e audaci oltre a essere un atto di religione pubblico. La sua preoccupazione è quella di avvicinare i cattolici grazie a dei raggruppamenti animati da una fede viva e intraprendente, per non lasciare ad altri l’esclusività dello spazio pubblico».

Tutto questo aspetto pubblico, anche spettacolare delle sue iniziative — ha fatto notare il cardinale — «non deve mascherare lo spirito sovrannaturale che lo suscita e ne anima le manifestazioni esteriori di pietà». Infatti, padre d’Alzon invita continuamente i suoi religiosi allo studio metodico e intenso, che si trasformi quasi in preghiera. «Così, padre d’Alzon — ha sottolineato il porporato — con i suoi scritti come con le sue opere, nutrite di un profondo amore del Cristo e della Chiesa, manifesta un grande spirito di fede e di iniziativa, colmo dell’energia più ardente e di un ottimismo cristiano che si chiama speranza, perché senza trascurare la natura, conta prima di tutto sulla grazia per far trionfare, con l’influsso della vita interiore, un ordine spirituale nel mondo, per stabilirvi praticamente il primato del sovrannaturale».

Il cardinale ha poi messo in evidenza che lo sviluppo della congregazione «nel campo dell’ecumenismo e presso i cristiani d’Oriente è considerevole». In particolare, ha ricordato che oltre agli agostiniani dell’assunzione e alle oblate, sono sorte dal carisma di padre d’Alzon altre tredici famiglie religiose e alcuni loro membri si sono distinti come redattori de «La Croix», docenti all’Istituto cattolico di Parigi e animatori di pellegrinaggi.

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