Josaphat Chichkov

portrait_josaphatJosaphat Chichkov (1884-1952)

Fra i tre martiri assunzionisti, Roberto-Matteo Chichkov (come Assunzionista prenderà il nome di Josafat), era il più anziano. Nato à Plovdiv, il 9 febbraio 1884, in una numerosa famiglia di cattolici latini molto ferventi, entrò nel seminario minore assunzionista di Karagatch (Andrinopoli), all’età di nove anni. Vi fece tutti gli studi elementari e superiori fino al 1899.
Ha solo 16 anni quando entra nel noviziato assunzionista di Fanaraki, in Turchia, il 24 aprile 1900. E’ ordinato sacerdote l’11 luglio 1909 a Malines, in Belgio, dopo aver fatto gli studi di filosofia e di teologia a Lovanio.

 

Uomo pieno d’attività

Ritornato in Bulgaria, dove sarà successivamente professore nel collegio Sant’Agostino di Plovdiv, nel collegio San Michele di Varna, Superiore nel seminario minore “Santi Cirillo e Metodio” di Yambol ed anche parroco della parrocchia latina di Yambol, pur continuando ad essere cappellano delle Suore Oblate dell’Assunzione, e poi di nuovo a Varna dal 1937 fino al suo arresto nel dicembre 1951 da parte delle milizie comuniste.
Era un uomo pieno di attività, di grande erudizione, buon musicista, buon predicatore, buon educatore, di carattere gioviale e pieno di umorismo. Nell’alunnato di Yambol (seminario minore) ingrandì la casa per accogliere trenta seminaristi destinati ai due riti, latino e bizantino-slavo. Si celebra la liturgia in lingua slava durante una settimana e poi, la seguente, in latino. Per aiutare a finanziare la casa organizza delle questue e dà corsi di francese a professori, funzionari e ufficiali dell’esercito bulgaro.

Attento ai progressi, si era procurato una delle prime macchine per scrivere di Yambol in caratteri cirillici. Dal 1932 aveva installato in seminario un ricevitore radio e un apparecchio per la proiezione dei film “Pathé-Baby”. I giovani venivano numerosi a questi incontri.
Quest’educatore molto paterno era un affascinante raccontatore. Entusiasmava i suoi giovani amici, raccontando loro storie, facendoli cantare, insegnando loro a pregare.

A Varna, crea un gruppo franco-bulgaro che conterà più di 150 membri, la maggior parte studenti delle Scuole di Specializzazione commerciale di questo porto del Mar Nero. Accoglieva spesso Mgr Roncalli (il futuro Giovanni XXIII), allora visitatore apostolico in Bulgaria, che andava per riposarsi.
Nel 1949, Mgr Eugenio Bossilkov lo nomina parroco della parrocchia latina di Varna. Vi rimane per animare questa parrocchia, pur continuando a scrivere degli articoli in “Poklonnick”, una piccola rivista destinata ai cattolici bulgari.

Tutta la sua vita può riassumersi in due frasi, tratte da una lettera del 1930: “Noi cerchiamo di fare del nostro meglio tutto quello che si aspetta da noi in vista di santificarci senza averne l’aria”, e in una lettera del 1942: “Posso assicurarvi caro e molto Reverendo Padre che non dimentichiamo di vivere da buoni religiosi pur avendo a che fare con giovani del mondo; poiché l’essenziale è arrivare a Dio vivendo per Lui, il resto è accessorio”.