Pavel Djidjov

pavel_djPavel Djidjov (1919-1952)

Arrestato anche lui nella notte del 4 luglio 1952, insieme al Padre Kamen Vitchev, Pavel Djidjov era il più giovane. Non aveva che 33 anni. Nato il 19 luglio 1919 a Plovdiv, l’ex-Filippopoli, in una famiglia cattolica di rito latino, fu battezzato il 2 agosto con il nome di di Pavel (Paolo). Il 2 ottobre 1938 entra nel noviziato degli Assunzionisti, a Nozeroy, nel Jura francese.
Fin da giovane manifestò il desiderio di diventare prete. Entrato nel seminario degli Assunzionisti, prosegue nel collegio Sant’Agostino, di Plovdiv, i suoi studi superiori.
E’ giudicato un buon studente, dotato in matematica, vivace, sportivo nel club locale, diventato poi il “Locomotiv” di Plovdiv. Dopo il suo noviziato, fa gli studi di teologia in Francia, durante la seconda guerra mondiale, nello scolasticato di Lormoy, presso Parigi. La vita è rude in quei tempi e non si mangia sempre abbastanza. Prende l’iniziativa di allevare qualche pecora per migliorare il menù ordinario degli studenti.

Giovane sacerdote intrepido

Per motivi di salute, nel 1942, torna in Bulgaria dove termina gli studi di teologia. E’ ordinato sacerdote, nel rito latino, il 26 gennaio 1945, a Plovdiv.
Prosegue gli studi d’economia e di scienze sociali, è professore al collegio di Varna dove è sorvegliato da vicino dalla polizia poiché ha un grande influsso sugli studenti. E’ poi nominato nel 1945, economo del collegio Sant’Agostino di Plovdiv fino a quando il collegio sarà chiuso dai comunisti, nell’agosto 1948.
I religiosi assunzionisti bulgari sono allora privati di ogni risorsa.
Gli Assunzionisti francesi tentano di aiutarli mandando loro del denaro attraverso la Legazione della Francia.
Nel giugno 1952, il Padre Pavel, commentando in una lettera gli arresti e le condanne dei vari preti, scrive: “che la volontà di Dio sia fatta: noi aspettiamo il nostro turno“. Nel mese seguente è arrestato.
Tutti coloro che hanno avuto modo di conoscerlo hanno apprezzato la sua pietà, il suo senso umoristico, la sua fede profonda, il suo spirito ecumenico, il suo coraggio di fronte ai comunisti, senza esitare ad incontrare i comunisti per difendere i beni della Chiesa, visitando il Padre assunzionista Assen Tchonkov, incarcerato nella prigione di Sofia e chiedendo ai suoi guardiani di aver più cura di lui.