E io perché no?

La vocazione non è riservata solo per alcune persone, ma è per tutti un cammino speciale. Tutti i battezzati sanno che Cristo invita ciascuno a seguirlo in un singolare cammino di morte e resurrezione, in modo che la Sua Vita posa essere data al mondo.

Per alcuni, questo seguire Cristo, si manifesta in un impegno per la vita religiosa attraverso una Comunità di vita; una condivisione dei beni (voto di povertà); un’accoglienza rispettosa degli altri (voto di castità) e l’accettazione delle chiamate inaspettate nella propia vita (voto di obbedienza).

Questo impegno nella vita religiosa non è un successo o una cosa rara. Né è riservato solo alle persone più forti o più intelligenti. No, si propone a uomini e donne comuni, che accettano di essere segni per tutti, della vicinanza del regno di Dio. Diventano “segno” per la loro capacità di ascolto, per la loro vita fraterna in una gioia condivisa, per il perdono concesso e ricevuto.

Tutto questo non è possibile, non è la vita, se non è radicata in Cristo.

Ci vuole tempo, richiede discernimento. Un’esperienza della vita comunitaria è spesso un buon momento per vedere chiaramente, per discernere un impegno definitivo nella vita religiosa.