Giovani e Vocazione

La nostra consacrazione religiosa nell’Assunzione, animata dall’amore per Cristo e per ciò che Egli ha più amato, la Vergine e la Chiesa, ci spinge a farlo conoscere e amare attraverso l’annuncio del Vangelo. C’è una gioia molto speciale nel relazionarsi con i giovani e camminare con loro, scoprendo ciò che dà il vero significato a ogni esistenza. Per questo, ogni comunità è chiamata a favorire i contatti con i giovani di oggi, a mantenere amicizie cordiali e a prestare attenzione al cammino di ciascuno.

(C.G. 2017 n° 63)

Dove la secolarizzazione permea la società, dove i riferimenti sociali e culturali tendono a scomparire, le nostre proposte di vita religiosa e le nostre azioni apostoliche devono essere chiare, leggibili ed esplicite.

(C.G. 2017 n° 71)

La trasmissione della fede ai giovani richiede di lavorare simultaneamente in due direzioni complementari: da un lato, un luogo cristiano che favorisca la crescita e la formazione, e dall’altro, una proposta di eventi che possano suscitare meraviglia, preoccupazione e conversione.

(C.G. 2017 n°76)

La vocazione non è riservata solo per alcune persone, ma è per tutti un cammino speciale. Tutti i battezzati sanno che Cristo invita ciascuno a seguirlo in un singolare cammino di morte e resurrezione, in modo che la Sua Vita posa essere data al mondo.

Per alcuni, questo seguire Cristo, si manifesta in un impegno per la vita religiosa attraverso una Comunità di vita; una condivisione dei beni (voto di povertà); un’accoglienza rispettosa degli altri (voto di castità) e l’accettazione delle chiamate inaspettate nella propria vita (voto di obbedienza).

Questo impegno nella vita religiosa non è un successo o una cosa rara. Né è riservato solo alle persone più forti o più intelligenti. No, si propone a uomini e donne comuni, che accettano di essere segni per tutti, della vicinanza del regno di Dio. Diventano “segno” per la loro capacità di ascolto, per la loro vita fraterna in una gioia condivisa, per il perdono concesso e ricevuto.

Tutto questo non è possibile, non è la vita, se non è radicata in Cristo.

Ci vuole tempo, richiede discernimento. Un’esperienza della vita comunitaria è spesso un buon momento per vedere chiaramente, per discernere un impegno definitivo nella vita religiosa.

La vocazione è una scoperta. Come il piccolo Samuele della Bibbia, quando “scopre” un giorno che Dio gli parla; mi interpella, mi chiama per nome. Qui sta il cuore della vocazione cristiana. Non sono un elettrone perso nell’universo, ma mi trovo di fronte a Qualcuno che mi situa in questo mondo così tanto ordinario, abituale e banale. Un mondo che mi appare ai miei occhi come un mondo in creazione, in sviluppo, che è accompagnato da Dio, che lo salva Dio.

E mi parla Dio, non lo farà con segni esterni per i sensi: niente tuoni, terremoti o fuoco che divora. La parola di Dio invita ad un ascolto interiore.

Dio parla con il cuore. Nel soffio di una brezza leggera. Nel mormorio di chi ama. Il sussurro dello Spirito di Cristo abita già in me. È Cristo, il Maestro interiore, guarisce, che chiama come ai tempi degli Apostoli suoi discepoli. È l’amore del Padre che dava la vita (vivifica). Giorno dopo giorno. Se continuo ad ascoltare questa Parola interiore, posso quindi vedere la consistenza della mia vita in diverse forme possibili, tra cui un dono senza ritorno. Alcuni cammini sono segnati, altri hanno la discrezione di un sentiero di montagna. Ma in ognuno Cristo ci precede.

Vuoi essere assunzionista?

Nella maggior parte delle nostre società, scegliere di dare la vita a Dio nella vita religiosa o diventare prete, non è più considerato come qualcosa di possibile. Ci sono numerose forze che scoraggiano coloro che coraggiosamente pensano a questa possibilità: la società di oggi offre una serie di possibilità che sembrano più vantaggiose e più rispettose per la libertà individuale.

Seguendo coloro che ci hanno preceduto nella Congregazione dell’Assunzione, noi stessi abbiamo “giocato” tutta la nostra vita alla ricerca di Dio, una ricerca umile, che si “gioca” nella vita di tutti i giorni, e che ci porta ad incontrare tutti gli uomini e le donne di oggi, soprattutto quelli più piccoli.

Scegliendo di dare a Dio il primo posto nella nostra vita, troviamo una gioia profonda e la libertà dei figli di Dio. Questa gioia, questa libertà la condividiamo con tutti gli uomini del nostro tempo.

Forse la vita religiosa assunzionista potrebbe essere anche per te un cammino di vita e di gioia? Follia? Perché non ci pensi?

È Cristo che ti chiama!

Mettiti in cammino!

Il Signore chiama ogni cristiano al suo servizio; ad ognuno indica il suo posto. Molti son chiamati a servirlo formando una famiglia, lavorando nelle campagne, nelle fabbriche, negli uffici; altri son chiamati a servirlo diventando sacerdoti a lavorando nelle parrocchie; altri son chiamati a servirlo, in modo speciale, entrando nelle Congregazioni, vivendo la vita religiosa nei conventi, con altri e lavorando insieme in tante opere diverse: collegi, missioni, giornali, apostolato presso gli operai, gli infermi…

Anche tu devi servire il Signore, operare per la sua gloria, nel posto ove il Signore ti chiama. E se ti senti nel cuore il desiderio di metterti al servizio di Dio, per aiutarlo a salvare le anime, nella vita missionaria e religiosa, che cosa devi fare?

Innanzi tutto ringraziare il Signore, che ti ha dato questo desiderio: è un dono che viene da Lui ed è un grande onore per te e la tua famiglia.

Poi devi coltivare questo desiderio con la preghiera, coll’essere più obbediente, più studioso.

Poi devi parlarne ai tuoi genitori, ad un sacerdote che conosci, oppure puoi manifestarlo, a voce o per lettera, ai Padre Assunzionisti, che saranno lieti di conoscerti e guidarti nella scelta della tua vita.