Kamen Vitchev
Kamen Vitchev (1893 - 1952)

Nato il 23 maggio 1893 a Srem, in Bulgaria, in una famiglia di agricoltori molto cristiana, di cui due dei sei figli diventeranno assunzionisti, il piccolo Kamen Vitchev fu battezzato con il nome di Petar (Pietro), che cambiò in Kamen, come era d’uso nella Congregazione degli Assunzionisti, all’inizio del suo noviziato a Gempe, in Belgio, il 18 settembre 1910. Prima aveva seguito i corsi al piccolo seminario di Karagatch, presso Adrianopoli e di Fanaraki, sulla sponda asiatica del mar di Marmara. Alla fine del noviziato, il giovane Kamen giudicato pio, serio e lavoratore, viene mandato a Lovanio, in Belgio, per i suoi studi di filosofia e di teologia, studi che saranno interrotti con periodi di insegnamento nel collegio Sant‘Agostino di Plovdiv e nell’alunnato (seminario minore) di Kum Kapu (Turchia). È ordinato sacerdote, a Costantinopoli, il 22 dicembre 1921, nel rito bizantino-slavo.

Ritornato in Europa, farà degli studi di teologia a Strasburgo e Roma. Ottiene il dottorato in teologia a Strasburgo nel 1929. Ottimo conoscitore della storia della Chiesa in Bulgaria, pubblica diversi articoli sulla rivista “Echos d’Orient”. Dal 1930, è nominato professore di filosofia e preside degli studi presso il collegio Sant’Agostino di Plovdiv fino alla chiusura dell’istituto da parte delle autorità comuniste, il 2 agosto 1948.

Un insegnante influente

Tutti gli studenti del Padre Kamen si ricordano di lui con emozione, rispetto e riconoscenza. E’ vero che questo grande collegio assunzionista era diventato il fiore all’occhiello dell’intelligenza bulgara. Accoglieva senza distinzione giovani ortodossi, cattolici, armeni, ebrei e musulmani. Tutti vivevano in perfetta armonia senza rinnegare la propria fede. Si trattava di un risultato ecumenico straordinario. Questo istituto, che onorava la cultura francese, cadde presto nel mirino del regime comunista.

Chiuso il collegio, il Padre Kamen divenne il superiore del seminario di Plovdiv dove si erano raggruppati, sotto lo stesso tetto, quindici religiosi, cinque studenti in teologia e quattordici seminaristi. Nel 1948 tutti i religiosi stranieri vengono espulsi dalla Bulgaria e il Padre Kamen è nominato Vicario provinciale degli Assunzionisti bulgari. Sono in venti e assumono la responsabilità di cinque parrocchie di rito orientale e quattro di rito latino.

Purtroppo le difficoltà si accumulano: tutti sono strettamente sorvegliati dalla polizia; le preoccupazioni finanziarie si aggravano. Un Assunzionista, il Padre Assen Tchonkov, viene arrestato nell’agosto del 1950.

L’uomo da abbattere

In una lettera scritta al Superiore generale degli Assunzionisti, il Padre Gervais Quenard, il 24 novembre 1949, il Padre Kamen Vitchev ha il presentimento di un futuro terribile: “la cortina di ferro diventa sempre più impenetrabile. Sicuramente stanno preparando i dossier per i processi dei parroci cattolici che subiranno la stessa sorte dei pastori protestanti quando sarà arrivato il momento opportuno”. Viene arrestato nella notte del 4 luglio 1952, insieme al Padre Djidjov.

Assunzionista di grande fede, fervente, fedele, educatore stimato e rispettato, eloquente, dallo spirito molto chiaro, formatore di sacerdoti, al servizio dell’unità della Chiesa, disponibile, il Padre Kamen aveva un influsso e una tale responsabilità nella Chiesa di Bulgaria che era diventato, per i comunisti, l’uomo da abbattere, il capro espiatorio del loro odio. Tutto sarà fatto, nel corso del processo per diffamare la sua personalità.