PROVINCIA D'EUROPA

Firenze - Italia

È Cristo che ci rende capaci

Buon Natale!

Spero che questo messaggio vi trovi in buona salute fisica, spirituale e psicologica, affinché possiate presto cantare «Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini che Egli ama» (Luca 2, 14). Questa lode divina interpretata da «una moltitudine celeste innumerevole», secondo le Scritture, annunciava non solo la nascita di Gesù ai pastori, ma anche la pace agli uomini sulla terra. Questa pace è quella che solo Lui può dare, perché non la dà alla maniera del mondo (Giovanni 14, 27).

Ripetiamo anche noi questo canto, come ci invita sant’Agostino: «Diciamolo con la massima gioia possibile; noi, che non annunciamo la sua nascita ai pastori, ma la celebriamo in compagnia delle loro pecore (…) diciamolo con cuore pieno di fede e voce fervida: Gloria a Dio in cielo e pace in terra agli uomini di buona volontà» (Sermone 193,1). Come riuscirci? Lo stesso sant’Agostino lo esprime bene: «allontanandosi dal male e facendo il bene»; è così che si diventa uomini di buona volontà.

Sì, diventare uomini e donne di buona volontà è il nostro desiderio, la nostra preghiera e il nostro impegno quotidiano. All’inizio di dicembre, quando abbiamo accolto nella comunità i membri del Consiglio economico della Congregazione per la loro riunione, abbiamo organizzato una serata di relax. In quell’occasione, i nostri confratelli brasiliani ci hanno proposto di vedere una canzone popolare brasiliana intitolata Tocando em frente, che può essere tradotta come “Andare avanti” o “Avanzare a piccoli passi”. Questa canzone contiene un’affermazione di profonda ricchezza spirituale. Infatti, il compositore afferma: “Ogni essere, in sé stesso, porta il dono di essere capace”.

Se dobbiamo tornare alla chiamata a diventare uomini e donne di buona volontà, allontanandoci dal male e facendo il bene, come dice sant’Agostino, il nostro aiuto è in Colui che ci rende capaci: Cristo. Colui che è già venuto, che viene e che verrà di nuovo.

Le circostanze in cui viviamo possono rendere difficile il compito di allontanarci dal male e fare il bene, perché il cammino è lungo e gli ostacoli di ogni tipo sono presenti ad ogni tentativo. Gli uomini e le donne di buona volontà sono sempre più scarsi in società spesso ossessionate da interessi particolari e lotte di potere. Non cediamo alla stanchezza e allo scoraggiamento. Continuiamo a compiere gesti di giustizia, verità e fraternità, continuiamo a impegnarci per la pace, anche quando il mondo sembra sordo alla sua portata. Perché ogni fedeltà al bene, per quanto piccola e silenziosa, continua ad essere un seme di speranza.

Sì, so che ci vorrà molta fede e speranza da parte dei nostri fratelli dell’est del Congo e di qualsiasi altro luogo in cui ci siano disturbi, per continuare a cantare «Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini che Egli ama».

È Cristo che ci rende capaci di amare, di compiere la nostra missione, di essere felici e di osare l’impossibile. È Lui che ci rende capaci di parlare in suo nome. Lui sta operando, accogliamolo.

Che la luce di questa stagione porti riposo alla vostra mente, speranza al vostro cuore e forza per il cammino che avete davanti.

Buon Natale!

Ngoa Ya Tshihemba, A.A.
Superiore Generale

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