PROVINCIA D'EUROPA

Firenze - Italia

Un viaggio missionario

Partiamo alle 4,30 dalla casa delle suore Oblate di Kampala-Nsambia; siamo diretti verso la frontiera della RDCongo, Mpondwe-Kasindi. Il primo camion che incontriamo porta una grande scritta sulla parte posteriore: “Psalm 32” “Gridate di gioia, giusti nel Signore”.

Che emozione ritrovare questa terra d’Africa, dopo più di 14 anni. Con Lorenzo e Andrea eravamo venuti l’ultima volta. Lorenzo Carlomagno, il fotografo appassionato di volti e di storie autentiche, aveva fatto un ottimo servizio video, filmando alcuni protagonisti della missione: “Passaggio in Congo”. Pochi anni fa è morto in seguito ad un tumore alle ghiandole linfatiche. Era dimagrito, pelle e ossa, e preferiva rimanere steso su una stuoia per terra, poiché i dolori erano la sua compagnia, ma accogliendoci, subito dopo Natale, aveva voluto condividere con noi una fetta di panettone e un po’ di spumante. L’amicizia era più importante dei suoi dolori. Un uomo innamorato della vita, della natura e di tutte le creature!

Mentre la macchina corre tra la natura ricca di bananeti, di piante sempre verdi nella zona equatoriale, non si può non ringraziare il Signore. I cieli e la terra sono pieni delle sue meraviglie!

Nel frattempo una nuova epidemia di ebola si è sviluppata in RDCongo, ma sembra contenuta verso la zona nord-est di Isiro. Proseguiamo…prudenza e fiducia!

Al posto di frontiera di Kasindi, maman Chantal, di Beni, responsabile dell’ufficio OFIDA per le importazioni, ci riceve nel suo ufficio e ci offre pure un pasto. Sono le 14,30 quando ripartiamo per la strada che passa all’interno del parco nazionale del Virunga. Attraversiamo il fiume Semuliki, uno degli affluenti del Nilo, sul rudimentale traghetto dove non manca la gioia dei pochi passeggeri. Ci avviamo verso il settore di Kalivuli (parrocchia di Kyondo). Stanno costruendo la chiesa; tutt’attorno, semplici e umili casette disperse nel verde; la maggioranza sono costruite in terra battuta con lamiere sul tetto. Sono colpito dalla fede di questi cristiani; non hanno ricchezze, ma si stringono in unità per costruire la casa del Signore che è ben più importante delle loro stesse case. Ripenso al tempo in cui costruivano le cattedrali nel medioevo; anche questi fedeli stanno facendo grandi sacrifici per andare avanti nella costruzione. La fede sposta le montagne!

La strada sterrata, ricca di buche, si inerpica sulla montagna. Moto stracariche di ogni sorta di beni arrancano sulla ripida salita. Ad un certo punto ci fermiamo per aiutare il conducente di una moto che si era rovesciata; trasporta una cesta con un centinaio di kg di pesce salato. In cinque persone facciamo fatica a rimetterla in piedi. Come facciano a portare a termine dei viaggi simili…è un miracolo permanente!

Mi chiedo: il nostro governo ha sventagliato il progetto Mattei come un fiore all’occhiello della cooperazione italiana con l’Africa. Perché non si potrebbe impegnare ad asfaltare il tratto Kasindi-Beni-Butembo che è in condizioni disastrate da più di 50 anni? Sicuramente è una scelta politica congolese quella di penalizzare questa strada nazionale. Lo stato italiano potrebbe fare questa scelta nel ricordo dell’ambasciatore Luca Attanasio che è stato ucciso nel 2022, proprio su questa statale, tra Goma e Butembo.

Lungo la strada che sale verso Kyondo, tante mamme o giovani ragazze, stanno rientrando a casa dopo il lavoro nei campi. Sulle spalle o sulla schiena trasportano quello che hanno potuto raccogliere nel campo dove hanno lavorato. Servirà per la cena. Quanta fatica accompagna le loro giornate, ma una fatica sostenuta da tanta forza, gioia e dignità. 

Padre Aymar

E’ stato il prefetto dell’Istituto Kambali, per parecchi anni. Venerdì 31 luglio è morto dopo più di sei mesi di lotta contro un tumore al fegato. Aveva 45 anni. Era tornato a Butembo dopo sei mesi di trattamento con chemioterapia all’ospedale Nsambia, a Kampala. Siamo andati a trovarlo all’ospedale dell’UCG (Université Catholique du Graben) Padiglione “Horizon”. “Non dimenticate di sostituire le tegole con le lamiere”: nel suo cuore è sempre vivo l’istituto che ha diretto con grande intelligenza, buon umore e competenza. E’ uno dei lavori che aveva iniziato e che desiderava portare a compimento. Il medico che lo segue non ha potuto rimandarlo a Kampala a causa dell’epidemia dell’Ebola. 

In questi ultimi giorni i confratelli hanno iniziato a prepararlo al grande passaggio, non essendoci più segni di speranza, medicalmente parlando. Nei suoi occhi mi sembra di leggere la grande sofferenza che in questi ultimi giorni ha dovuto affrontare. “Mio Dio, mio Dio, perché mi hai abbandonato?”. 

Un salto indietro: siamo nel 1977.

Alla Cophaco, una delle comunità di Butembo, c’è un’assemblea dei primi aspiranti a.a. zairesi.

Si tratta di un momento delicato nella vita dell’Assunzione zairese. Alcuni assunzionisti sono piuttosto restii e prudenti nell’apertura della vita religiosa ai giovani zairesi; il padre generale, Hervé Stephan e soprattutto Marc Champion sono per un’apertura fiduciosa. Mons. KataliKo, vescovo di Beni-Butembo, è invitato  all’assemblea e incoraggia la formazione dei giovani: “Ricordatevi: sono più assunzionista di voi”! Con la sua vita ha testimoniato con fedeltà e coraggio il servizio disinteressato per la Chiesa…come un vero discepolo di E. d’Alzon!  Per alcuni mesi, nel 1999, era stato anche esiliato dalle autorità politiche di Bukavu, come persona non grata. Généreux, hardi et désintéressé! Oggi la provincia dell’Africa si avvicina a 400 religiosi.

Butembo: una città in piena esplosione: quasi due milioni di persone.

Siamo nel periodo delle vacanze e i bambini e i giovani sono presenti dappertutto. La città è un formicolio di moto che sgaiattolano in tutte le direzioni. Alcune trasportano tranquillamente anche quattro persone, altre stracariche di banane, o sacchi di manioco, o sacchi di carbone, o legni, o materassi, o qualunque altra cosa utile per la casa…

Persone a piedi, tricicli cinesi tipo Ape come taxi, camion piccoli, medi e grandi che spesso sputano nuvole di fumo. Lungo i bordi delle strade si trovano esposizioni di ogni tipo di mercanzie, senza parlare del mercato centrale, vero cuore pulsante della città. Si può trovare di tutto, ma sapere dove è la cosa che cerchi non è semplice per chi non conosce. Dei giovani sono sempre pronti ad esaudire ogni tipo di richiesta nella ricerca di materiali vari, dietro lauto compenso.

Butembo, in questi ultimi quindici anni è esplosa in tutte le direzioni. Case in costruzione in ogni quartiere; mattoni o blocchi di cemento un po’ dappertutto o in vendita o per costruire la propria casa. Con i problemi creati dall’urbanizzazione rapida e senza servizi di base: acqua, elettricità e fogne. “Nous sommes en état de siège” cioè siamo in situazione di emergenza a causa della ribellione, per cui ognuno costruisce senza domandare permessi a nessuno, tutte le moto e tante auto o camion circolano senza targa perché l’autorità non riesce più a procurarle. Si direbbe che l’anarchia è motore di intraprendenza e di creatività!

31 luglio 2026

Sulla strada che sale verso Bulengera una donna è in cammino a passi lenti e costanti. Ha sulle sue spalle, o meglio, sulla sua schiena qualcosa che è riuscita a raccogliere nel suo campo per la cena della famiglia. Ha pure una piccola creatura appesa con un panno sul davanti. C’è pure il manico di una zappa che spunta dalla spalla. Il passo lento e regolare rivela anche l’amore e la fedeltà per assecondare e nutrire la famiglia. “Dacci oggi il nostro pane quotidiano….”.  Ogni giorno bisogna ritornare nei campi per nutrire le bocche affamate. La fatica è vinta dall’amore. Nei passi di questa donna intravedo il mistero della preghiera di Gesù che ringrazia il Padre d’aver rivelato i misteri ai piccoli e di averli nascosti ai potenti. 

2 Agosto

Butembo. Parrocchia di Kitatumba. Il vescovo mons. Sikuli ordina 13 diaconi diocesani e 14 sacerdoti, di cui 13 sono religiosi assunzionisti e un comboniano. La chiesa è strapiena all’interno e tante persone rimangono all’esterno. I canti sembrano voler perforare il cielo, talmente sono pieni di energia e di gioia accompagnati dal ritmo danzante di tutta l’assemblea. La celebrazione è iniziata alle ore 10.00 e termina alle ore 15.00. I vescovi Henri Piérard et Kataliko, suo successore, devono essere felici in cielo, vedendo i frutti dell’opera del Signore che si è sviluppata in questi ultimi decenni. Non ci sono parole per descrivere la partecipazione attiva all’interno e all’esterno della chiesa.

“Eccomi”…”Sì, lo voglio” queste parole dei giovani ordinati sono una pista che guida la loro consacrazione al servizio del Popolo di Dio, in particolare delle persone più povere e fragili. Che il Signore li sostenga nella loro missione.

E’ un mistero affascinante il fatto che il Signore continua a chiamare dei giovani per consacrarsi nelle varie famiglie religiose, maschili e femminili, o nel sacerdozio diocesano. La provincia assunzionista africana arriva a quasi 400 religiosi. Sarebbe interessante conoscere tutti i consacrati e le consacrate come pure i sacerdoti diocesani (circa 300) originari di questa diocesi. In che modo Gesù continua ad affascinare i cuori e le coscienze di questa numerosa gioventù? Ogni anno più di cinquanta giovani chiedono di poter diventare postulanti a.a., ma più di quattordici non è possibile accoglierli. Le nuove vocazioni sono sicuramente un segno di speranza per la Chiesa universale. Nel 1935 il padre Gervais Quénard aveva scritto il libro “Le miracle des Eglises noires”. Un libro profetico poiché aveva intravisto il potenziale religioso presente in questa cultura e in questa popolazione. Accanto a fragilità umane conosciute o sconosciute, vi sono testimonianze di grande valore umano e spirituale. Proprio una donna con cui ho viaggiato nel taxi che ci riportava a Kampala, mi diceva che conosce cinque sacerdoti che hanno dei figli “nascosti”. Può essere vero, gli ho risposto, ma questo non toglie il merito, la testimonianza e la gioia di chi rimane fedele ai propri impegni. “Simul iusta et peccatrix”, con queste parole sant’Agostino aveva già raffigurato la Chiesa, santa in quanto il Signore con la sua Presenza la vivifica e ne è la testa, peccatrice a causa delle nostre incoerenze umane.

3 Agosto

Alle sei partiamo da Beni dove abbiamo dormito presso le Suore Oblate. Prima delle sei ero entrato nella loro cappella e avevo visto una novizia inginocchiata per terra, sola, che stava adorando il Signore. Immagine di una creatura innamorata dell’Invisibile, ma un Invisibile Presente.

Alle otto arriviamo al posto di frontiera di Kasindi.. Lo stemma sulla divisa dei responsabili dell’immigrazione riporta queste parole: Cortesia, Fermezza, Onestà. Sarebbe lungo raccontare tutto il tempo necessario per ottenere il visto indispensabile per passare la frontiera in questi tempi in cui l’epidemia dell’Ebola impone delle chiusure alle frontiere dei paesi limitrofi. Comunque alla fine riusciamo a passare. Arriveremo alle 23.15 alla comunità delle suore Oblate di Kampala-Nsambia, attraversando questa terra affascinante che costeggia il monte Ruwenzori, le grandi piantagioni di thé, la bellezza della natura che il Signore ci ha regalato. Tre grossi temporali hanno accompagnato questo viaggio. Siamo in un periodo in cui quasi ogni giorno vi sono piogge generose che rendono la natura verde e feconda insieme al caldo.  

Opere visitate

Visitando le varie comunità assunzioniste si riesce ad avere un’idea del dinamismo che è presente in questa giovane provincia. L’impressione è comune nel vedere che anche le altre famiglie religiose, maschili o femminili, come pure le parrocchie diocesane, sono in fermento. Ciò che salta immediatamente agli occhi, sono le costruzioni progettate e iniziate spesso con pochi fondi, ma con tanto desiderio di realizzare qualcosa che possa servire. Per esempio, mercoledì 22 luglio siamo andati a Beni anche per benedire la prima pietra del “Policlinico” che sarà costruita sul terreno accanto alla Scuola della Pace. Non c’è ancora un fondo consistente e dedicato per questa opera, ma si inizia e poi si vedrà come proseguire. Sulla carta c’è un progetto pensato e ben strutturato per rispondere ai bisogni concreti della popolazione; in banca c’è soprattutto il conto che piange. “La souffrance des écus” diceva spesso il nostro Fondatore quando andava ad elemosinare presso i suoi genitori per le sue opere e talvolta la risposta era negativa.

A Kambali :        Nuova scuola in costruzione su tre piani: materna, elementare, media…

(Butembo)         Falegnameria attiva da più di 50 anni che ha bisogno di rinnovamenti…

                               “1000 Solutions » : Ufficio di Architetto e Ingegnere per le costruzioni

                               Centro E.d’Alzon : Palestra di ginnastica e ristorante per giovani…

                               Spazio per lavare macchine e moto (in costruzione)

                               Nuovo terreno di basket e pallavolo, in costruzione

                               Radio-Moto Butembo et TV

                               Centro CEFIA (Centre Formation Informatique Assomption)

Bulengera : Struttura per la riproduzione di piantine di banane

UCA : Université Catholique Assomption (sede amministrativa in costruzione con relativa biblioteca)

I.T.I.MA  : Institut Technique Industriel Mahamba, (blocco amministrativo in costruzione)  + Casa per la Comunità

COPHACO : Nuova struttura in costruzione

KITATUMBA, la più grande chiesa di Butembo, con la nuova sala attigua per gli incontri.

KYONDO parrocchia e Casa per i Postulanti nel quartiere di Kilindera

BENI :                   Ecole de la Paix : Materna, Elementare, Secondaria (circa 1400 studenti)

                               Benedizione della prima pietra del Policlinico (iniziato sulla concessione della Scuola della Pace)

                               Radio-Moto Beni nei nuovi locali del « nostro » nuovo istituto

che un benefattore ci ha affidato in gestione.

                               UCA-Beni : Université Catholique Assomption – Beni

« Se il Signore non costruisce la casa, invano si affaticano i costruttori…” (Salmo 126) 

Il bambino esprime il suo desiderio di contribuire anche lui alla costruzione!

Padre Giuliano Riccadonna a.a.

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